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Siamo particolarmente sensibili al tema della sostenibilità ambientale e al rispetto dell’armonia tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda, il suo intorno, la sua abitazione.
A tale proposito riportiamo in questa sezione alcune informazioni riguardanti l’utilizzo di materie prime riciclabili, ad emissione non tossica, come le biomasse, usate per il teleriscaldamento, o di sostanze naturali impiegate nei lavori di finitura dei mobili o ancora l’uso di prodotti quali il mattone crudo per la cui produzione non viene immesso nell’ambiente alcun residuo tossico: impiegato per secoli nella realizzazione di civili abitazioni, si pone come valida alternativa al mattone forato per la creazione della casa passiva.
BIOMASSA
Biomassa è tutto ciò che ha origine organica, con esclusione delle plastiche di origine petrolchimica e dei materiali fossili, es. petrolio e carbone . le più importanti tipologie di biomassa sono i residui forestali, scarti dell’industria di trasformazione del legno (trucioli, segatura, etc.) scarti delle aziende zootecniche, gli scarti mercatali, alghe e colture acquatiche e i rifiuti solidi urbani. il centro-nord Europa ha sfruttato la biomassa come fonte energetica alternativa, installando grossi impianti di cogenerazione e teleriscaldamento alimentati proprio a biomasse. Le biomasse si trovano in abbondanza, sono di facile estrazione energetica, rigenerano terre desolate, si possono sviluppare in aree inutilizzate e creare occupazione, non contribuiscono all'effetto serra, non contribuiscono alla produzione di piogge acide, sono rinnovabili e il loro fine ciclo costituisce potenziale fertilizzante.

SU LARDIRI O MATTONE CRUDO
Nella lingua sarda su lardiri è l’antico mattone di terra cruda cotto sotto il sole ed utilizzato per secoli dalle popolazioni medio orientali così come da alcune del mediterraneo, come quelle della Sardegna e Puglia, per la costruzione delle case. Su lardiri era ottenuto da un impasto omogeneo di terra sminuzzata (su ludu) e paglia di grano, la più adatta per rendere il mattone compatto e resistente. L’impasto così ottenuto (sa sciaffa) veniva lasciato “a riposo” un’intera notte per essere poi, l’indomani, inserito in un apposito stampo in legno (su sestu) che ne conferiva la forma di mattone. Una volta pronti i mattoni venivano saldati gli uni agli altri, fino a formare un muro, attraverso un impasto di terra. Se avrete la fortuna di recarvi in una di queste abitazioni, ancora numerose in Sardegna, vedi Nurachi, Busachi, Riola etc. , vi accorgerete di quanto gli ambienti interni siano freschi e privi di umidità in estate e come in inverno mantengano il tepore generato dai camini, simbolo dell’unione famigliare.

LE VERNICI AD ACQUA
Le vernici ad acqua non contengono solventi di tipo poliuretanico, dannosi per l’ambiente e l’uomo sia impiegati in fase di verniciatura del mobile sia in fase di essiccamento del prodotto stesso, che avviene normalmente all’interno delle abitazioni. Garantiscono un livello di resistenza meccanica e chimica paragonabile a quello delle finiture a due componenti di tipo poliuretanico. L’emissione di sostanze nocive è ridotta del 95% trattandosi di prodotti atossici a norma EN 71.3 (Sicurezza dei giocattoli). Va però rivolto un occhio di riguardo all’ambiente nel quale avviene l’essicazione visto che questo tipo di vernici sono sensibili al gelo ed alle muffe/funghi. Bisogna inoltre fare attenzione alle quantità di vernice data perché la durezza del prodotto ad acqua viene raggiunta in tempi più lunghi di quelli previsti con l’utilizzo di vernici poliuretaniche.
